Criticità del nuovo Regolamento ANVUR per le riviste

Il 20 febbraio 2019 l’ANVUR ha approvato una nuova versione del “Regolamento per la classificazione delle riviste nelle aree non bibliometriche”. Le versioni precedenti erano state oggetto di osservazioni critiche su molti aspetti. La versione attuale introduce una serie di modifiche minori, prevalentemente di tipo tecnico, che non investono in alcun modo le criticità da molte parti segnalate nella comunità scientifica e dallo stesso CUN. In particolare è invariato il riferimento ai risultati della VQR come criterio per la classificazione delle riviste. Se questo criterio trova un ancoraggio normativo nel DM 120 del 7/6/2016 (“Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale”), che configura di per sé un uso improprio della VQR, indirizzato a fini diversi da quelli per cui è stata progettata, nulla nel presente Regolamento sembra andare nelle direzione di un attenuamento delle storture che ne conseguono. Variano alcuni termini di riferimento: risultano oggetto di esame attualmente “numero e quota” delle “valutazioni eccellenti e elevate superiori a quelli medi delle riviste di Classe A”, e si configura così in apparenza un’attenzione maggiore alle valutazioni di alto livello. L’ambito di riferimento si limita ora solo all’ultima VQR e le valutazioni sono solo quelle interne alle riviste di classe A. Ci si muove così in direzione di un maggiore valore selettivo dell’uso della VQR. In generale, tutto ciò che è stato oggetto di argomentate osservazioni critiche in passato, per questo e altri aspetti, e su cui l’ANVUR sembrava aver manifestato disponibilità, resta invariato o viene inasprito. In particolare:

 

1) La valutazione delle riviste fa prevalente riferimento ad un sistema – la VQR – pensato per la valutazione di strutture;

2) La valutazione delle riviste è legata a opzioni individuali dei suoi autori rispetto alla VQR prive di qualunque significato statistico apprezzabile;

3) Il criterio VQR rende un fattore penalizzante la presenza di autori che non hanno ragione di presentare articoli alla VQR (giovani non ancora in servizio in Università, autori stranieri, studiosi in pensione, studiosi operanti in ambiti culturali non accademici);

4) Un sistema di valutazione pensato per altre finalità, non anonimo rispetto agli autori, non scevro dunque da potenziali conflitti di interesse, prevale di fatto sulle procedure di revisione delle riviste stesse, per lo più di impianto più rigoroso e specialistico;

5) La valutazione tramite VQR si basa su dati in possesso della sola ANVUR e dunque non trasparenti e non verificabili;

6) Si fa riferimento a dati – come il numero di articoli presentati alla VQR ma anche il numero di articoli sottoposti alla rivista e rifiutati – che possono avere variazioni rilevanti in base alla natura delle riviste, senza alcun significato statistico o qualitativo;

7) Si prevedono poteri di “ispezione” dell’ANVUR sullo svolgimento dell’attività di revisione, si prescrivono regole di pubblicazione (come la segnalazione di articoli non sottoposti a peer review), regole sulla composizione degli organi direttivi: tutto ciò rappresenta un massiccio intervento burocratico-amministrativo in una attività culturale protetta dall’art. 33 della Costituzione.

 

In considerazione di tutto ciò, i firmatari di questo documento ribadiscono la preoccupazione per il meccanismo così messo in campo, privo di apprezzabile senso valutativo, e sottolineano la necessità urgente di un superamento della normativa di carattere regolamentare che produce alcune di queste storture, e in generale della definizione di procedure quantitative e meccaniche di valutazione delle riviste, che intervengono pesantemente nelle pratiche di produzione e diffusione del lavoro scientifico.

 

 

Il Coordinamento Riviste Italiane di Filosofia (CORIFI: corifi.wordpress.com), cui al momento aderiscono 87 riviste

Il Coordinamento Rivista Italiane di Sociologia (CRIS: cris.unipg.it), cui al momento aderiscono 50 riviste

Associazione italiana per la promozione della scienza aperta (AISA)

Margherita Losacco (Filologia classica, Università di Padova), Antonio Banfi (Diritto romano, Università degli Studi di Bergamo), Rosalba Altopiedi (Scienze politiche, Università del Piemonte orientale)

 

Il documento è aperto alla sottoscrizione di Riviste, Associazioni, Società scientifiche, individui.

Per aderire scrivere a: coordinamentoriviste@gmail.com

Per scaricare il documento clicca qui

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